domenica 17 maggio 2015

Briciole di felicità

Quando ho iniziato questo lavoro non avevo idea di quello che mi avrebbe aspettato. Non solo perché non avevo mai insegnato ad un gruppo di bambini, ma anche perché non si trattava più di fare ripetizioni una volta a settimana e arrivederci e grazie. Ci sono di mezzo moltissime responsabilità, il sapersi rapportare a tanti tipi di genitori diversi, apprensivi, lungimiranti, affettuosi, lassisti, ma soprattutto saper essere una buona insegnante ed anche un buon esempio.
Questi bambini passano la loro giornata tra i banchi di scuola, vedono sempre le stesse maestre, fanno le cose quasi meccanicamente (prendi la scheda, tagliala, incollala e colorala) e vivono in un piccolo paesino. E in un piccolo paese è difficile abituare i propri figli a guardare "fuori" dalla realtà che vivono, ad informarsi, ad interessarsi a qualcosa che non è offerto da quel piccolo nucleo abitativo di tot abitandi. E giorno per giorno mi sono resa conto che la responsabilità più grande che ho non è assicurarmi che scendano le scale senza farsi male, che tutti i genitori li vengano a prendere, che non percepiscano il mio dissenso verso la loro maestra di inglese che ha fatto un lavoro pessimo (fanno fatica a distinguere singolare e plurare o a ricordare il verbo essere e distinguere i pronomi personali).
La mia più grande responsabilità è quella di introdurli non solo ad una lingua, ma ad una cultura diversa, nuova. Il mio compito è quello di fargli capire che fuori dal loro paesino c'è altro, molto altro. Che possono diventare internazionali.
Il tutto è nato da una domanda che mi ha lasciato un po' perplessa. Quando ho detto loro che studio anche il tedesco, oltre che all'inglese, uno di loro, G., 10 anni, mi ha chiesto se esistessero libri scritti solo in inglese o in tedesco, come noi abbiamo quelli scritti in italiano.
Ecco, io mi sono chiesta perché mi avesse fatto una domanda così. Possibile che la loro maestra, dopo due anni che fanno inglese, non gli abbia mai fatto leggere un libro per bambini in inglese? E così, da quel giorno, ho cominciato a fare caso al loro feedback su alcuni argomenti, e mi sono resa conto che non conoscevano (tra le tante cose puramente grammaticali e non) le tradizioni pasquali inglesi (l'Easter Rabbit? E chi è?), né le tipiche canzoncine che insegnano a tutti i bambini inglesi della loro età, né la storia di Santa Claus. Forse io ebbi una maestra diversa, ma ricordo che alla loro età sapevo già un mucchio di cose sulla cultura inglese.
E quindi ho deciso che oltre il mio doveroso programma ai fini dell'esame, avrei provato a spiegare loro il più possibile su quello che stanno imparando, al di là della grammatica. Ho parlato loro dell'Easter Rabbit, della regina Elizabeth, del fish&chips, anche di Shakespeare e, più in generale, di cosa può significare vivere la lingua inglese, non solo impararla. E per alcuni è diventata la parte più bella della lezione, tanto che mi dicono di voler diventare insegnanti di inglese anche loro, di voler fare l'università. Si può dire che forse li ho ispirati un pochino? Non so se è passeggero, ma sono felice così.
All'inizio avevo paura che non ce l'avrei mai fatta. Mi chiedevano di andare in bagno in inglese, un po' balbettando, e io cinguettavo 'Yes', pregando che tornassero indietro sani e salvi. Parlavo con i genitori e vedevo che alcuni mi osservavano come se fossi troppo giovane persino per essere presa sul serio mentre davo loro del lei. E se qualche bambino aveva difficoltà dovevo farmi coraggio e parlarne a quattr'occhi con il genitore di turno, che spesso si profondeva in giustificazioni, adducendo i mille impegni del figlio, campione regionale di sport, primo flauto della banda, devoto prossimo alla comunione. Poi c'erano i bimbi con cui avevo più difficoltà: uno, G., che mi trattava con sufficienza e non mi sorrideva mai. Sembrava fosse sempre arrabiato con me, per intenderci. Eppure già da due lezioni il nostro rapporto è cambiato. Io non tento più di guadagnarmi la sua fiducia e lui sembra molto più felice di vedermi. Sorride molto di più e sembra sempre contento di venire interrogato. Mi ha persino disegnato un bel pinguino, quando ho chiesto a tutti di disegnare il loro animale preferito. Ho pensato che fosse un buon modo di conoscerci meglio e di osservare il loro modo di vedere il mondo. Dai disegni dei bambini si capiscono molte cose. In particolare, L., il più timido e silenzioso di tutti, ha disegnato un pappagallo meraviglioso. Non ho mai visto un bambino disegnare così. Era del tutto realistico, proporzionato. Ma ho notato che sotto i colori tratteggiati tenui e molto sfumati, c'era una cancellatura. L. aveva disegnato il pappagallo prima con le ali aperte, ma poi ci ha ripensato e lo ha fatto con le ali chiuse. E credo che siamo molto significativo.
Ecco, io vorrei insegnare a questi 25 bambini ad aprire le ali della mente e imparare a viaggiare con i pensieri, così da poter viaggiare fisicamente un giorno ed accettare a cuore e mente aperta tutto quello che le altre culture hanno loro da insegnare. Oltre i confini del rassicurante.

18 commenti:

Bridget Jones L'eleganzaDelRiccioBlog ha detto...

Il massimo della mia esperienza in tal senso è stato fare doposcuola ad un ragazzino della prima media. Miiiizzica! E' molto più difficile di quando non si creda, anche perchè davvero per certi versi diventi uno dei punti di riferimento, senza mai dover oltrepassare il genitore o l'insegnante. Però è molto sfidante:)

G ha detto...

Bridget, hai davvero ragione. Spero che alla fine del percorso avrò lasciato loro qualcosa di bello da conservare per sempre, come loro hanno dato a me :)

Federica ha detto...

che bella tutta questa passione!

quando son arrivata in argentina molti bambini mi chiedevano perché non parlassi spagnolo e non riuscivano a capire che potesse esistere un posto con una lingua differente, nonostante studiassero un po' di inglese a scuola...

Federica ha detto...

che bella tutta questa passione!

quando son arrivata in argentina molti bambini mi chiedevano perché non parlassi spagnolo e non riuscivano a capire che potesse esistere un posto con una lingua differente, nonostante studiassero un po' di inglese a scuola...

Federica ha detto...

che bella tutta questa passione!

quando son arrivata in argentina molti bambini mi chiedevano perché non parlassi spagnolo e non riuscivano a capire che potesse esistere un posto con una lingua differente, nonostante studiassero un po' di inglese a scuola...

G ha detto...

Forse é una caratteristica della loro età, e se è davvero così il salto avanti è possibile se siamo davvero di ispirazione! :-)
Un abbraccio Fede!

Alligatore ha detto...

Be', insegnare oltre la propria materia, credo sia il compito che ogni buon insegnate dovrebbe voler fare...

G ha detto...

Quanto vorrei che tutti gli insegnanti fossero così... Assisto ad alcuni episodi davvero tristi...

Francesco ha detto...

andrà benissimo, ne son sicuro

G ha detto...

Grazie, Francesco :-) incrociamo le dita!

MikiMoz ha detto...

Wao, G! Ce la farai sicuramente, perché da questo post si capisce che sai osservare e capire gli altri.
Saprai sicuramente farli appassionare a una cultura diversa (ma ricorda loro che quella italiana è sempre meglio! ù__ù)

Moz-

G ha detto...

Ahahahah grazie Moz!
Tranquillo, alla domanda "What's your favourite food?", da brava italiana, rispondo sempre "Lasagna!" :-D

Nella Crosiglia ha detto...

Peccato non esista anche la possibilità di votare " fantastico" alla fine dei tuoi post, ma un bell'amazing io lo metterei..
Dolcissima la mia prof. di inglese , sarai la migliore, la più straordinaria di tutte, di quelle insegnanti che ti ricorderai a vita, che non dimenticherai mai, che avranno sempre nella loro mente l'attenzione di un'insegnante che capisce come si vola ad ali chiuse o aperte..
Straordinaria!tvb!

G ha detto...

Grazie dolce Nella, di cuore! Vorrei davvero rimanere nel cuore di quei bimbi per sempre :-)
Ti voglio bene, grazie per condividere le miei gioie!

Misantrophia ha detto...

Ma di che ti preoccupi, che andrai alla grande?!
Ti porti dietro un carico di dolcezza pazzesco!

G ha detto...

Bentornata, Misa!!! :-D
Grazie dell'incoraggiamento, sei un tesoro! Un abbraccio!

Ail Finn ha detto...

Stai facendo un grande lavoro!
Non so perchè a chi ti ha preceduto non sia venuto in mente di ampliare i loro orizzonti anche su aspetti culturali legati alla lingua che insegnava, come a te, anche io ho avuto una maestra prima, e una professoressa poi, che hanno dato molto peso anche a usanze e festività varie...

G ha detto...

Grazie Ail e benvenuta nel mio spazietto! :-)
Spero che il prossimo anno, alle medie, avranno qualcuno anche più bravo di me che continui ad appassionarli! :-)