lunedì 9 marzo 2015

Tipi da facoltà

Sono tornata (e non è una minaccia!)! Mi siete mancati tutti molto; mi dispiace non essere passata da voi recentemente, ma mi farò perdonare. Momento di crisi passeggero a parte, le mie prime due settimane di lezioni+lavoro hanno decisamente lasciato il segno.
Gli orari assurdi a cui ci sottopongono, per i quali dovremmo o clonarci o possedere una macchina del tempo, rendono le giornate caotiche, il pranzo un'araba fenice e ci fanno dimenticare la faccia di amici/parenti e fidanzati. Della serie che non mi ricordo più se Tegolino è biondo o moro.
In più ho il lavoro come insegnante, che mi dà grandissime soddisfazioni, ma porta via altro tempo che potrei dedicare a bisogni elementari, tipo mangiare e bere!
Oggi, infatti, ho deciso di restare a casa, evitarmi il viaggio, anticipare un po' di studio e rilassarmi un pochino; dunque eccomi qui, per lasciarvi un saluto!
Il tram tram delle lezioni ha dato adito ad alcune riflessioni a riguardo: mercoledì, per esempio, dopo essere corsa da un'aula all'altra, mi sono seduta in quella di Letteratura Inglese, alle cinque del pomeriggio, e ho dato un'occhiata alle facce degli altri seduti intorno a me.
Rinchiuse in un'aula di 50 posti, ho individuato le seguenti categorie di studenti/studentesse:
  • il fatalista: quello che segue corso perché ha saputo dal cugino della sorella dell'amica del ragazzo della figlia del macellaio sotto casa che sono 12 cfu regalati. Entrano in classe senza sapere chi sia il prof, che aula sia e, soprattutto, di che corso si tratti. Li riconosci dallo sguardo vacuo e dalla borsa sgangherata, vergognosamente vuota, a parte le sigarette e un'agendina semi-distrutta. Certo, anche quando alla sesta lezione ti chiedono "ma di che parla il corso?" ti aiuta a riconoscerli.
  • l'Houdini: è il classico tipo che arriva, rigorosamente in ritardo, e striscia sotto i banchi per non farsi notare. Segue poco, dondolandosi nervosamente e facendo tremare tutto il banco, scrive un paio di frasi e poi cancella tutto; poi, dopo circa mezz'ora, si alza, rifà il percorso inverso strisciando sulla pancia tipo soldato Ryan, e poi sparisce. Le sue apparizioni sembrano più dei miraggi. Li ammiro moltissimo, perché spesso prendono il massimo dei voti senza il minimo sforzo.
  • il polemico: colui che è perennemente in guerra con l'istituzione universitaria. Il rettore, i professori, le segretarie, persino il personale delle pulizie, tutti complottano per rovesciare la sua carriera universitaria. Le aule sono troppo piccole, i panini del bar troppo saporiti o costosi, i programmi troppo noiosi, i libri troppo lunghi, i crediti troppo pochi e le panchine non angolate in maniera tale da essere al sole 24h su 24. E' la persona peggiore da ritrovarti seduta vicino, perché ti spinge al suicidio ancor prima che la giornata inizi.
  • l'affamato: può mangiare le cose più disparate agli orari più impensabili, nascosto dietro gli schermi del computer, sulle scale, sotto il banco, con la testa nello zaino. Per ora, il record resta il panino melanzane e alici alle dieci del mattino. 
  • l'opportunista: si apposta fuori dalla porta dell'aula e aspetta che tu guardi nella sua direzione per bombardarti di domande su di te, nella speranza di diventare presto amici e passare ai quesiti sul corso, sul prof, sul tuo metodo di studio, sui libri, sugli appunti. E tu ti ritrovi a tergiversare perché vuole il tuo quaderno, inventando uno scanner che non funziona, una sorella che ha preso il quaderno per sbaglio, una congiunzione astrale per la quale prestare appunti ad uno del Sagittario è di cattivo auspicio.
  • l'Heidi Klum/Barney Stinson: quelli che ricadono nella categoria del paranormale. Le Heidi Klum sono quelle che alle sei di sera, dopo aver preso la metro, o guidato nel traffico, o fatto un'ora di autobus stipate come sardine come me, seguito le lezioni e corso da un'aula all'altra, sembrano appena uscite da un centro estetico. Non una sbavatura di mascara, non un capello fuori posto, la borsa di Fendi sotto braccio, rigorosamente chiusa e di dimensioni normali, i vestiti come fossero appena usciti da una tintoria. Entrano in classe con la grazia scanzonata di chi non ha rivali, sbriciolando la tua autostima con uno sguardo carico di mascara e freddezza. Gli Barney Stinson sono il loro corrispettivo maschile, con l'unica variante che non ti tengono la porta e non ti fanno ordinare il caffé al bar per prima. Loro sono troppo chic per te.
  • le margherite: sono quelle persone che, ogni tanto, raramente, sbocciano come margherite e ti rallegrano la giornata. Possono essere le compagne di classe del corso di Letteratura Tedesca, perché in cinque ci si diverte di più, o lo studente Erasmus che ti dice di ammirarti perché il tuo tedesco è buono nonostante sia una lingua difficile. Oppure una compagna di corso appena conosciuta, che abbatte le tue barriere di diffidenza nei confronti di un possibile opportunista, ti dà appuntamento al bar o in classe solo per sedersi accanto a te e seguire la lezione insieme, con un sorriso e una risata in più.
  • G: poi ci sono io, che corro a destra e sinistra a passo di marcia, tanto da meritare il soprannome di Flash Gordon, con mille libri tra le mani, le macchie di penna sulla faccia, la borsa straripante che una volta aperta non si chiude più, i capelli spettinati e sparati in mille direzioni e che occasionalmente ruzzolo giù per le scale o inciampo nei banchi. Ovviamente il poco mascara che metto è spalmato su tutte le guance alla seconda ora di lezione, e il mio zaino pesa un quintale. Quelli come me si riconoscono dall'aria perennemente trafelata, un misto tra l'entusiasmo di un undicenne e la confusione di uno che ha preso una bastonata in testa.
Voi in che tipo vi riconoscete?
Vi abbraccio forte!
G

19 commenti:

Nella Crosiglia ha detto...

Gran classe questa deliziosa amica mia...
Ti capisco o come ti capisco, altro lavoro, ma i ritmi sono gli stessi...
Mi riconosco un po' nella margherita e un po nella "G" come te..
Ti adoro!

G ha detto...

Nella, tu SEI una delle mie margherite!
Mi dà sempre gioia leggerti!
Un abbraccio forte!

Alligatore ha detto...

Non mi riconosco di preciso in nessuna, forse in quello che mangia a qualsiasi ora qualsiasi cosa ;)))

G ha detto...

Ahahah!!! Alli, sei un mangione?! :D

Alligatore ha detto...

Sì, tipo John Belushi alla mensa di Animal House :)))

G ha detto...

Ahahahaha, quella scena è storica!!! Sto morendo dal ridere :-D

Mariella ha detto...

Ho rapportato il tuo interessante schema ad immagini ai tipi da lavoro: ci sono tutti anche lì.
Io come sono? Un pò perfettina ( niente Heidi troppo figa) causa mestiere, ma tanto tanto margherita!
Hai fatto proprio bene a prenderti una pausa.
BACIO.

G ha detto...

Mariella, effettivamente l'università è un'ottima palestra di vita...anticipa in potenza quello che verrà dopo!
Confermo, anche tu sei una delle mie margherite! :)
Buonanotte e un bacione! :)

Clorinda ha detto...

Oddio che cosa mi hai ricordato con la categoria: gli opportunisti. Quant'erano insopportabili, con quella faccia schiacciata sul vetro della porta alla ricerca della loro vittima.

Ciao! :)

Nella Crosiglia ha detto...

Ma grazie adorabile G...mi fai tanto felice!

G ha detto...

È proprio vero, tutto il mondo è paese! Anche tu hai dovuto sopportarli?!
A presto Clorinda! :-)

Patalice ha detto...

guarda G, io non sono mai stata universitaria... non potevo quindi anche la laurea, alla fine è rimasta sospesa.... avrei voluto essere un tipo alla Barney comunque...

Bridget Jones L'eleganzaDelRiccioBlog ha detto...

Ahahahahah gli Houdini sono i miglioriXD Io credo decisamente di appartenere alla categoria degli affamati, mi mangerei anche i tavoliXD Ma anche alla categoria G. visto che prima o poi commetto l'errore di sfregarmi gli occhi truccati con tutte le inevitabili conseguenze:)
Nella mia vita universitaria fortunatamente ho incontrato anche tante Margherite, con le quali siamo tutt'ora amiche:)

Misantrophia ha detto...

Io non vado all'uni, perciò non mi riconosco in nessuna categoria! Però la categoria "G" mi pare molto simpatica :D

G ha detto...

E andare in giro in giacca e cravatta tutto il giorno?! :-O per me è troppo faticoso, io mi fermo al golfino con la camicia!

G ha detto...

Bridget, in quanto Bridget non potevi non appartenere almeno un po' agli affamati e agli G!!! :-)

G ha detto...

Effettivamente, faccio fare grasse risate a tutta la facoltà, compresi gli uffici! :D

Francesco ha detto...

quando ero universitario (8 secoli fa) avrò cambiato dici volte il modo di rapportarmi con la facoltà. ero parte integrante della stessa i primi due anni. assente il terzo, nuovamente moltopresente al quarto in modo speculativo e opportunista (che avrei dovuto essere così fin dall'inizio, che mi laureavo un anno prima anzichè fuori corso)

ma esiste ancora il concetto di fuori corso ?

G ha detto...

Certo, anche se ormai non c'è una grande differenza con quelli in corso dal punto di vista amministrativo, almeno da noi...
E questo secondo me è uno dei grandi nei dell'università italiana :-/