domenica 1 marzo 2015

Poliedricità

Non ho mai capito se quando ti senti così si può parlare di periodo, di giornata, di era geologica o di esistenza. A volte mi colpisce la mia assurda, puntuale e singolare voglia di chiudere i battenti con il mondo, diventare un'eremita come Thoreau, oppure sbattere la testa al muro finché non ne esce una spiegazione logica alle sensazioni che provo.
Che io sia una contraddizione umana, non ne ho mai fatto mistero. Dalle cose più comuni a quelle più importanti. Dall'amare follemente il low-fi e Damien Rice ma al contempo agitarmi come una posseduta se ascolto i Rammstein, o leggere Ian McEwan e poi buttarmi su romanzetti rosa, così, per passare il tempo.
Però poi capitano quei giorni in cui tutto diventa sfocato. Mi sembra di volere tutto e il contrario di tutto. Voglio cose che non ho mai voluto, a cui non ho mai pensato, e altre le dimentico, così. 
Quei tipici giorni in cui ti alzi e non sai bene che stai facendo qui, nel tuo tempo-spazio, ti butti a studiare perché lunedì hai una consegna, fai le cose di tutti i giorni, ma poi ti riconosci appena se ti guardi allo specchio. Penso a quando era tutto paradossalmente più semplice quando avevo sedici anni, anche se io la mia adolescenza l'ho passata come una trentenne nei panni di una liceale, dove tutto era bianco e nero e io mi adeguavo alla semplicità del mondo con una scrollata di spalle e un sospiro. E ne ero rassicurata. Mi sembra che il mondo fosse più giovane a quel tempo, più genuino, più fresco, e il mio cuore un po' più aperto, spontaneo e...giovane, forse è la parola che racchiude un po' tutto.
E adesso faccio fatica a capire le cose più elementari, perse nelle sfumature infinite di un mondo più complicato, sfaccettato come un poliedro dalle facce innumerevoli. Mi chiedo se ho quello che voglio, se quello che ho è quello che voglio, se riesco a dare abbastanza alle persone che ho vicino, se il mio cuore è abbastanza aperto e se è davvero accessibile. Ci sono giorni che lo sento chiuso come una fortezza, e io, piccola piccola, a dargli l'assedio come Cordelia. Che poi si sa che fine fa, lei.
Vorrei dare una spinta al futuro, qualsiasi esso sia, perché a volte mi sembra di essere immobile, mentre io ho bisogno del moto perenne per sentire che va tutto bene, che l'universo gira e io giro con e contro di lui.
Non ho mai amato essere un sistema immobile, rinchiuso in un altro sistema, né chi si fa trasportare dalla corrente, incapace di piantare i piedi e prendere le redini e guidare. E questo mi ha fatto perdere tante persone, a volte è stato un bene, altre avrei dovuto essere meno me, meno spigolosa e più lungimirante.
Forse i miei standard sulla vita sono troppo alti, forse irreali, forse qualcosa che non capirò mai bene in fondo. A volte non mi sento tagliata per vivere le cose come sono. Ho bisogno che girino e che io possa decidere che direzione prendere.
In questo momento mi mangio le mani per non aver chiesto un altro Erasmus, nonostante potessi di nuovo partire, anche se sono consapevole che no, non potevo, perché qui hanno bisogno di me, e certe possibilità che mi si aprono davanti assumono tutta un'altra luce. Vorrei tempo e spazio, tutto nuovo e incontaminato, per capire se G, in fondo, fa le scelte giuste.
Ma questo spazio non c'è, e allora devo abituarmi a sentirmi un leone in gabbia per un altro po', finché il momento (o sono io, che mi risveglio da un torpore) passi.


16 commenti:

Alligatore ha detto...

Forse, sarà banale dirlo, è perchè la realtà è sfaccettata, e oggi ancora di più...

G ha detto...

Non esiste banalità, a volte l'unica spegazione è quella più semplice, è vero, Alligatore..

Misantrophia ha detto...

Spero, davvero spesso, mi sento esattamente come te..

G ha detto...

Misa, mal comune mezzo gaudio! Sono perversamente felice di non essere l'unica Hamlet al momento...

MikiMoz ha detto...

Vedi, mi sentivo un po' così durante la mia assenza. Stanco, senza risposte. Poi tutto torna nei binari, vedrai. Ma sono domande lecite, giuste, che derivano da riflessioni.
Eppure, la strada da percorrere è proprio questa, senza un altro Erasmus e con qualcosa che abbiamo guadagnato ma è ancora da scoprire.
Un abbraccione!

Moz-

G ha detto...

Moz, a quanto capisco non sono l'unica... Forse devo imparare a convivere meglio con l'incasinamento totale!
Grazie per il supporto, ti abbraccio forte! :-)

Francesco ha detto...

La poliedricita' rende migliori

Mariella ha detto...

Ho qualche anno più di te. Da tempo ho fatto pace con la mia poliedricità e mi sento meglio.

MikiMoz ha detto...

Grazie a te, G! :)

Moz-

G ha detto...

Speriamo...in questo momento mi prenderei a calci da sola :-)

G ha detto...

Proverò a farlo anche io, Mariella, spero di riuscirci presto :-)

Bridget Jones L'eleganzaDelRiccioBlog ha detto...

é il destino di chi come noi si fa troppe domande e troppi ragionamenti a volte. Certe volte mi sento anche io così ma poi mi rispondo che devo imparare a prendere la vita e ciò che mi offre con un po' di leggerezza in più. Ci sto ancora provandoXD

G ha detto...

Bridget, che dici, iniziamo il tesseramento? ;-)

Nella Crosiglia ha detto...

Slo ora con la connessione terribile di oggi, in vento pauroso, che comunque continua a soffiare e provocare danni, riesco a ripsondeeti..
Sei sempre meravigliosa quando scrivi. Sembra di aver la tua anima tra le mani..Ma chi non ha momenti così mia cara, momenti che ci si sente marmorizzati , in contrasto on altri estremamente frenetici, Quando si ha voglia di fare tanto per poi non far nulla..e vedrai che il tuo Erasmus prossimo venturo arriverà quando meno te lo aspetti.
Bacionissimo!

G ha detto...

Nella, è sempre bellissimo leggere te, qui, e sapere di riuscire a comunicare qualcosa, comunque e ovunque.. Grazie per i tuoi complimenti, per la tua dolcezza e il tuo grande abbraccio virtuale! Ricambio forte!

Francesco ha detto...

Ma no!